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Entrevista a Né Barros por Domande

Né Barros, Domande

Come nasce artisticamente Né Barros?
Per molti anni il rapporto tra me e la danza era tenso e contradittorio. Ho cominciato da piccola a fare danza classica e piú tarde ho sentito il bisogno di cercare altre tendenze contemporane e lí sí, ho capito cosa c’era nella danza che me moveva a sperimentare e a provare gli infini e diversi sensi del gesto e del corpo in movimento. Dunque, dopo un longo processo di confronto con me stessa ho cominciato a creare i miei spettacoli, prima facendo dei studi di movimento e lavori corti, poi in 1992 ho debuttato il mio primo spettacolo.

Quali sono i tuoi Maestri? Che peso hanno avuto nella tua formazione e che peso hanno ancora oggi (se ce ‘hanno)?
Ho lavorato com molta gente artisticamente rica, alcuni meno connosciuti altre piú connosciuti. Forse potrei parlare non di uno maestro ma della mia sperienza in stati uniti dove ho vissuto per due anni tra 85 e 86. Il choc di condizioni ed informazioni di e sul lavoro nella danza in rapporto a portogallo, insieme alla influenza della danza post-moderna americana sono stati fondamentale nella mia ricerca.

Quando e perché nasce il Balleteatro?
Balleteatro, nasce come risposta a una assenza di compagnie e di centri di studi per la danza contemporanea a porto negli anni 80 e anche 90. Come fondattori ero io, mia sorella Isabel Barros, anche lei coreografa, e Levi. Il progetto ha cominciato come grupo di ricerca coreografica e subito dopo si ha strutturato anche come scuola perché abbiamo capito che c’era il bisogno di formare danzatori con cui lavorare altre linguaggi che la danza classica. Attraverso 23 anni di esistenza balleteatro si ha strutturato come compagnia, scuola di danza e teatro con corsi officializzati, residenza artistica e auditorio con una programmazione di danza, performance, teatro e musica regular e alternativa ai grandi teatri.
La designazione “balleteatro” sembra contradittoria con una ricerca piú sperimentale, ma l’abbiamo deccisa piú nel senso etimologico e come marca per la sua sonorità che funziona benessimo in portughese. Poi l’ironia che il termo púo suggerire l’abbiamo trovata pertinente nel contesto del conflitto luogo-progetto nel arte nella contemporanitá.

Dal Palco alla Scuola. Un grande passo, un atto di coraggio e di amore e di generosità.
Ma cosa ti ha spinto a creare questa struttura?
Non sarebbe stato più semplice investire le tue energie per la tua carriera?
(Anche tua sorella è una ballerina e coreografa. Parlaci di lei. – PARLO PIÚ AVANTI IN UN’ALTRA DOMANDA)

Creare una struttura come quella che abbiamo costruito passa necessariamente per obbiettivi che vanno oltre ambizioni personali. Si tratta di credere e di nutrire l’idea del importanza dell’attivitá artistica nella crescita della comunità, nella sua maturazione come società piú humanizata. E questo non é per niente utopico invece ha degli effeti molti concretti. Il problema e che il potere politico ed economico non sta sintonizatto con questo tipo di propostte e proggetti, loro non sanno cogliere l’iniziattive e capire i suoi potenziale. Dunque c’é bisogno molta pazienza e fede perché spesso é molto frustrante la mancanza di veri interlocuttori al livello del potere. In periodi piú tensi uno pensa che sarebbe inffatti molto piú pacificante fare una carriera da sola, ma quella non é stata la vita …

In che condizioni versa il teatro nel tuo Paese? E la Danza?

Il teatro e la danza in portogallo hanno giá passato un periodo prospero. Da tre o quattri anni, le difficoltá sono grandi perché allo stesso tempo che hanno tagliato appoggi, non hanno messo in vera attivitá la rete di teatri in portogallo come forma di compenso economico. Dunque, uno dei grandi problemmi a risolvere rapidamente é quello di creare lavoro attraverso l’itineranze e programmazioni diversificate in termini di proposte artistiche e generazioni.

Come si inserisce nel panorama europeo la tua Compagnia e la tua Scuola?
La scuola sta inserita nel sistema europeo di riconoscimento academico, livello 3, e dunque e pensata partendo di una realità oltre la portughesa, anche se debbe cumprire con parte del pianno di studi datti del proprio ministerio dell’educazione. Comunque la scuola ha la sua identitità: una ricerca del corpo espressivo e perfomativo attraverso la danza e il teatro nelle sue forme contemporanee ed interdisciplinari. Questa ricerca assume una visibiltá piú evidente nei lavori della compagnia creati da me e da mia sorella, Isabel Barros. Io faccio un lavoro dove la musica ha ruolo importante, un lavoro piú, dicciamo, coreografico. Isabel, da sempre ha sviluppato una danza piú dramaturgica e di oggetti e lavora spesso con artisti visivi, l’ultimo é stato Pedro Tudela. Poi, atraverso Isabel balleteatro fa parte di alcune rete europee, come Les Repérages à Lille.

Se ne hai conoscenza, cosa pensi della situazione italiana e del Teatro e della Danza?
Da qualche anni che non vado in italia, ma sete o otto anni fa mi sembrava che c’eranno molti proggetti che stavano cercando le sue forme e linguaggi propri in confronto con tutta una storia di peso di forme piú tradizionali sia nella danze che nel teatro italiano. Diciamo che avevo un púo l’impresione che in portogallo perché non esisteva tanto una tradizione con tanta storia eravamo piú avanti nel rischio e nella sperimentazione performativa. Ma allo stesso tempo le lotte, le rivolte, possono dare proggeti piú forti e cosistenti. E questo mi sembra che pianno pianno é succeso in italia.

Cosa bisogna fare per poter entrare nella tua Scuola?
Un audizione, intervista ed avere completo il 9ºanno di istruzione officiale.

E per entrare nella tua Compagnia?
Fate delle audizioni? Se sì, sono nazionali o anche internazionali?

Facciamo ogni tanto audizioni nazionali ed internazionali e anche inviti in funzioni delle specificità dei progetti.

A ruota libera: puoi dire tutto quello che vuoi e che attraverso le domande precedenti non hai avuto modo di esprimere.
I prossimi progetti per 2007 saranno oraganizzati in torno al investigazione nell’arte performativa. Stanno previste residenze con artisti invitati e apriremo un concorso per altre progetti di residenze dove sia chiara l’importanza e l’oggetto di studio.
Faremo anche spettacolli nostri non con l’obbiettivi di una retrospectiva, ma, sí, trovare un nuovo contesto di pertinenza tematica, di strategie di materiallizazione del corpo danzante e di presentazione di proposte dramaturgiche del movimento.
La prima parte di questi spettacoli, performance e laboratori saranno presentatti e prodotti per il Teatro Nacional S. João in Gennaio 2007 in torno al mio lavoro e dove presenterei anche una nuova creazione.